con il coordinamento di Fabio Bilancioni

Un Mondo un po’ più mondo

Unire l’aspetto educativo e relazionale a quello più ampio del rispetto del creato non è una delle tante passioni o variabili di eventuale interesse personale, ma un imperativo sempre più categorico.
Parlare di imperativo potrebbe sollecitare reazioni di chiusura e di “rimbalzo” ma, pur trovando e mettendo in pratica strategie di confronto e mediazione, l’avvenire dei nostri figli, nipoti, generazioni dell’immediato futuro, deve essere nella nostra volontà, nella nostra mente, nelle nostre mani, nel nostro cuore oggi, ora e, se fosse possibile, già da ieri.

Non c’è più tempo per questo nostro mondo di attendere conferenze, accordi internazionali e meeting che purtroppo hanno ampiamente dimostrato, dal protocollo di Kioto nel 1997 ad oggi, di non mettere la persona al centro del ragionare ma sempre e comunque l’economia monetaria e finanziaria.
Occorre perseguire insieme, come cittadini del mondo, un bene comune primario: “la vita nel futuro in armonia con tutto il creato”.

Il progetto prevede di contribuire a quanto già esistente in tal senso, grazie a molteplici esperienze a livello particolare ed internazionale, con lo sviluppo e la diffusione di alcune tecnologie innovative per migliorare le condizioni nel campo energetico, alimentare e sanitario, domestico o di piccole comunità. Soluzioni che possano diminuire la mortalità causata dall’esalazione di monossido di carbonio, diminuire la deforestazione con utilizzo di bruciatori alimentati da foglie, biomasse di scarto e piccoli ramoscelli, permettere la potabilizzazione dell’acqua, almeno sul fronte batterico, con bollitori ad energia solare, catturare energie gratuite, disponibili e rinnovabili, utilizzare bio-conbustibili a basso impatto ambientale sia per la produzione che per la loro combustione utilizzando bruciatori appositamente studiati. Forni solari e parabole solari, pannelli solari ad aria, bottiglie-lampada solari, piccoli impianti fotovoltaici, bottiglie-lampada led, bruciatori “pirolitici”, bruciatori “roket stove”, bruciatori a bio-combustibile, biocombustibile “algrea”, ossidrogeno (H-H-O), impianti mini eolici, energia geotermica, energia magnetica.
Insegnare e condividere le tecniche di autocostruzione, cercate, sperimentate e collaudate ripetutamente per arrivare a risultati efficaci, sicuri, con pochi ed elementari attrezzi e semplicità d’esecuzione.

Aiutare a far capire che non esiste una soluzione, ma tante piccole soluzioni complementari.
Questo sarà il nostro diretto contributo per migliorare alcuni aspetti della vita di Kibungo in Rwanda, a Bogotà in Colombia, a Nairobi in Kenya, Uganda, Guatemala e tutte le realtà internazionali, nazionali e locali con cui intrecceremo relazioni.
Queste relazioni ci aiuteranno a migliorare le nostre vite arricchendoci delle loro esperienze e di alcune preziose parti delle loro filosofie di vita. Tutto ciò che è attenzione, rispetto, buona amministrazione di tutto quello che ci circonda passa per termini tecnici ancora prevalentemente sconosciuti alla massa delle persone: energia solare nei suoi molteplici aspetti, energia eolica, energia da biomasse, energia geotermica, combustibili ecologici a basso impatto ambientale, sistemi alternativi di illuminazione, riscaldamento e per uso cucina. Questa è “l’ossatura” del progetto, tenendo a cuore che tutto questo è e deve essere per aiutare le persone a vivere dignitosamente e in relazioni arricchenti.
Il progetto ideato e coordinato da Fabio Bilancioni, in qualità di dottore in scienze dell’educazione ed esperto nel settore delle “piccole” energie rinnovabili, tende a realizzare in ambito internazionale quanto perseguito e sperimentato in molti anni e in molteplici situazioni educative e sociali.

Anni di ricerca e studi personali, grazie al WEB, alla ricerca tecnica e professionale e alla genialità e curiosità di un mondo di persone che con lo spirito della condivisione delle conoscenze hanno permesso l’elaborazione, la sperimentazione, la produzione di quanto è esposto in questo progetto: “un Mondo un po’ più mondo”.